La qualità da sola non basta per distinguersi dai competitor

Tutti i centri di traduzione, piccoli e grandi, dichiarano di porre la qualità al prima piano, affidando i propri incarichi solo ai traduttori più adatti al tipo di lavoro e garantendo una revisione più o meno attenta, facendo gestire il progetto da un project manager che si prenderà cura di tutte le richieste del cliente. In questo contesto la certificazione della qualità non è solo un modo per garantire al cliente, tramite terzi (l'ente certificatore), di gestire il lavoro e la qualità in un certo modo. È anche uno strumento molto utile per analizzare i propri processi, mettere in luce punti deboli e studiare soluzioni alternative che forse permettono di ottimizzare il lavoro, in termini di tempo o impiego di risorse. Ecco dunque che la certificazione della qualità non deve essere fine a se stessa, ma un approccio sistematico per garantire efficienza e produttività a tutti i livelli.

Attualmente le norme di riferimento più importanti del settore linguistico sono:

ISO 9001:2015    Gestione della qualità in generale
ISO 17100:2015 (ex 15038)    Servizi di traduzione
ISO 10574    Servizio di interpretariato (simultanea, consecutiva, sottovoce, trattativa)
ISO 13611:2014    Community interpreting (interpretazione per i servizi pubblici, ad es. in campo sociale, giuridico ecc.)
ISO 11591:2015    Figure professionali operanti nel campo della traduzione e dell’interpretazione
ISO/DIS 18587.2    Post-editing of machine translation output -- Requirements (in fase di sviluppo)